Opera: “Trajectory of an impulse”
Artista: Mariia Khomenko
“Trajectory of an Impulse” scorre dalla purezza di “White Flow” — un silenzio visivo di pieghe morbide — verso la forza di “Pulsation”. In questa densità rossa, un modulo verticale incontra creste fluide come un improvviso crescendo. Il ciclo si conclude con “Shadow and Limit”, dove le curve organiche cedono il passo ad architetture rigide. Il nero assorbe tutta la luce attraverso spostamenti tettonici e spigoli netti. Questo vortice segna il punto di cristallizzazione, dove il ritmo del trittico raggiunge il suo limite assoluto.
Opera 1: “White Flow”
Segna l’inizio del ciclo, esplorando la purezza e il potenziale della forma. È luce assoluta, in cui nasce il primo movimento. Le pieghe morbide ricordano un torrente congelato o il respiro stesso della materia. È un silenzio visivo, una nota prolungata che prepara lo spazio al suono. Una moltitudine di curve si intreccia in un paesaggio simile alle increspature sull’acqua. È un movimento senza fretta — uno spostamento fluido della massa in cui il bianco lascia lo spettatore solo con un ritmo puro, appena avviato nel suo slancio prima dell’esplosione del rosso.
Opera 2: “Pulsation”
E’ un’immersione nella densità del rosso. Se il bianco era silenzio, qui la materia risponde alla forza, trasformandosi in un sistema complesso di pieghe. La composizione vive dello scontro tra due principi: un modulo verticale impone disciplina e misura, fungendo da sfondo per un dramma organico. Le creste fluide “rompono” la griglia, agendo come un improvviso crescendo. Le ombre profonde nelle rientranze sembrano pause fisicamente tangibili, mentre la luce sulle creste funge da finale risonante di ogni movimento, completando il viaggio iniziato nel bianco.
Opera 3: “Shadow and Limit”
Conclude l’esplorazione degli ambienti densi. La natura organica di “White Flow” e l’espressione di “Pulsation” lasciano spazio a un’architettura rigida. Il nero qui non è un pigmento, ma la totale assorbimento della luce. Invece delle pieghe, ci sono spostamenti tettonici e spigoli netti. Una volontà geometrica attira i piani verso un unico centro, creando un vortice nell’abisso. La luce diventa un bisturi che ne traccia i bordi, mentre le ombre profonde si trasformano in zone di gravità. Questo è il punto di cristallizzazione della materia, dove il ritmo del trittico raggiunge il suo limite assoluto.
Graphic designer ucraina e docente presso la Kharkiv State Academy of Design and Arts, è una specialista con oltre 27 anni di esperienza nel graphic design. Si occupa di insegnamento presso il Dipartimento di Design, dove tiene corsi di “Design”, “Fondamenti di Graphic Design” e “Strumenti informatici per il Design”.
Partecipa attivamente a conferenze ed esposizioni nazionali e internazionali, promuovendo la scuola di design di Kharkiv, e ha ottenuto diversi riconoscimenti in concorsi di design industriale e grafico.
Parallelamente lavora come packaging designer presso Prodlogistika, dove sviluppa packaging, etichette, loghi, materiali pubblicitari, materiali POS, flyer e allestimenti per stand fieristici, collaborando con clienti in Ucraina e in tutta Europa.
Le opere esposte nell’Art Gallery sono disponibili per l’acquisto per tutta la durata dell’evento, offrendo un’opportunità concreta di supportare e diffondere questa nuova forma d’arte, in cui l’intelligenza artificiale si intreccia con la creatività umana.
Fonte: Formes De Luxe
Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit