Nel packaging alimentare da grande distribuzione, la metallizzazione è sempre stata sinonimo di accoppiati plastici complessi da riciclare. Il progetto presentato a Packaging Première da Barilla, Luxoro-Kurz, Plastigraf Trevigiana e Fedrigoni prova a risolvere questo problema alla radice, con una tecnologia che trasferisce gli effetti metallici su carta pura eliminando la plastica dal prodotto finito – e porta con sé dati LCA a supporto.
Il packaging sviluppato per Mooncake Pan di Stelle utilizza il sistema KTM – Kurz Transfer Metal – nella variante Gem, scelta per evocare una sensazione di ghiaccio e freschezza coerente con il claim “gustami fresco” del prodotto. Il processo prevede che l’intero supporto cartaceo venga accoppiato con il film KTM, sul quale poi si sovrastampa in offset nelle aree grafiche selezionate da Barilla. In un terzo passaggio, come illustrato da Alessandro Carnevale, Brand Ambassador & Sustainability Manager di Luxoro, il logo Pan di Stelle e l’immagine della Mooncake ricevono un rilievo meccanico a caldo su due livelli: una lucidatura e un ulteriore film a caldo che impreziosisce le stelle. Il risultato visivo è stratificato e ad alto impatto, ma il materiale che arriva a scaffale è carta: il film in poliestere – utilizzato come vettore meccanico per il trasferimento della nobilitazione – viene rimosso in fase di accoppiatura industriale, prima che il packaging entri nella catena distributiva. Il poliestere così recuperato viene reimmesso in produzione attraverso il sistema di riciclo Recosys di Kurz.
Alessandro Capoferri, Amministratore delegato di Plastigraf Trevigiana, ha illustrato le principali criticità affrontate nel portare questa tecnologia a standard industriale. Il primo ostacolo è stata la resistenza meccanica: uno dei vantaggi della plastica è quello di reggere le cordonature, e il sistema KTM ha richiesto un lungo lavoro di messa a punto per raggiungere prestazioni equivalenti. Il secondo è stata la resistenza ai graffi – particolarmente critica per gli espositori, che devono sopportare sollecitazioni continue nel punto vendita. Il risultato ottenuto supera, secondo Capoferri, le caratteristiche del packaging plastico tradizionale: migliore resistenza all’abrasione, brillantezza superiore, peso ridotto di 20-25 grammi rispetto a un packaging equivalente in PET.
Fedrigoni ha condotto uno studio di Life Cycle Assessment comparativo tra la soluzione KTM e la tecnologia precedente, con metallizzazione piena su accoppiato plastico. L’esito: una riduzione del 10% delle emissioni di CO₂. Eugenio Brunori, Sustainability Manager di Fedrigoni, ha tenuto a contestualizzare il dato: il film metallico incide su una quota minoritaria del bilancio di massa del packaging – la componente principale resta la carta – il che rende quel 10% un risultato significativo. L’approccio di Fedrigoni al progetto è stato dichiaratamente anti-greenwashing: nessun claim ambientale senza misurazione certificata alle spalle, in anticipazione delle prossime normative europee che renderanno obbligatoria la rendicontazione verificabile delle dichiarazioni ambientali.
Massimiliano Ferrari, Graphic Packaging Center of Expertise di Barilla, ha inquadrato il progetto nella strategia di premiumizzazione che il CoE sta sviluppando da alcuni anni, coinvolgendo anche altri brand del gruppo con vernici tattili, effetti ruvidi e finiture coerenti con il contenuto del prodotto. Il contesto è quello della GDO, dove i tempi di decisione all’acquisto si misurano in secondi e lo scaffale è “un campo di guerra”. La sfida non era stravolgere l’identità di Pan di Stelle, ma alzare la percezione di valore senza renderla irriconoscibile: un packaging disruptive quanto basta per cogliere il momento di catalizzazione dell’attenzione.
Il punto su cui tutti i relatori hanno insistito in chiusura è la scalabilità: il processo è già disponibile sul mercato, non è un esercizio dimostrativo. Carnevale lo ha detto esplicitamente – “ready to use, replicabile domani” – e ha indicato nella collaborazione a monte tra brand, converter e fornitori di tecnologia la condizione necessaria perché progetti di questo tipo funzionino anche economicamente. La sostenibilità, in questo caso, non è solo ambientale: deve essere tecnologica, estetica e di mercato insieme. Se uno dei tre pilastri cede, il progetto non regge.
Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit