Paper Tracks, il tema che ha accompagnato Packaging Première Milan 2026, ha celebrato l’artigianalità come atto collettivo: ogni piega, ogni scelta di materiale, ogni incontro tra gesto manuale e precisione industriale è un percorso da costruire insieme. In questo solco, si colloca la conferenza “Un’identità distintiva, un design iconico: come si ridefinisce la premiumness dell’esperienza?”. La cappelliera Motta, un packaging in cartone riciclato che nasce dalla collaborazione tra heritage di brand, competenze artigianali e produzione su scala industriale.
Sul palco di Packaging Première, Giorgia Vago, Marketing Director Italia del Gruppo Bauli, ha raccontato come il progetto sia nato dalla volontà di rilanciare Motta senza tradirne le radici. La cappelliera era già parte della storia del marchio – veniva usata storicamente per il trasporto dei panettoni – e oggi viene reinterpretata in chiave contemporanea. Il legame con Milano è dichiarato nel logo stesso, con il riferimento “Milano 1919”, e si riflette nella grafica della volta della Galleria Vittorio Emanuele. Il blu storico del brand viene mantenuto, ma declinato in una tonalità più sofisticata, mentre il logo emerge attraverso giochi di luce e rilievi, presente ma non invasivo.
La struttura della cappelliera è realizzata in cartone 100% riciclato, in parte proveniente dagli scarti interni del Gruppo Bauli. La superficie imita la texture della pelle, grazie a una tecnica di goffratura che coniuga qualità percepita e sostenibilità. La sostenibilità qui non è un valore aggiunto da comunicare, è parte del processo produttivo. Occhielli, cuciture e finiture sono invece frutto di lavorazioni artigianali che si affiancano ai processi industriali: un equilibrio non scontato per un marchio abituato ai volumi della grande distribuzione, ma che – come ha sottolineato la stessa Vago – ha generato entusiasmo proprio perché ha aperto a un linguaggio nuovo: trovare il coraggio di tornare a essere se stessi in modo innovativo.
Marco Arese, Co-founder & Direttore commerciale di Cosaporto, ha portato il punto di vista del mercato: le aziende non cercano più un semplice prodotto di qualità, cercano storie autentiche e coerenti da regalare. La cappelliera Motta funziona perché costruisce un rituale: la crema al pistacchio da servire separatamente, la spatola, la firma di Bruno Barbieri. E quando il panettone è finito, la scatola resta come traccia tangibile del valore ricevuto. Un packaging, insomma, che lavora oltre il contenuto, chiudendo il cerchio di un’esperienza condivisa.
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