Il packaging di lusso e per il lusso, simbolo di identità e di valore percepito, è oggi al centro di una trasformazione che sta ridisegnando l’intero panorama industriale. In Italia, il mercato degli imballaggi ha raggiunto nel 2024 i 38 miliardi di euro, con una crescita dell’1,3% prevista per il 2025. All’interno di questo universo, il segmento del luxury packaging vale 1,3 miliardi di euro e circa 364 mila tonnellate di materiali, pari al 2,5% del totale, ma con un peso economico nettamente superiore rispetto al volume fisico.
A dominare sono carta e cartone, che rappresentano il 39% delle quantità e il 48% del fatturato, seguiti da plastica (22%), vetro (11%), legno (8%) e metallo (5%). Si tratta di un comparto ad alto valore aggiunto, fortemente connesso ai mondi della cosmetica, moda e beverage premium, dove il packaging oltre che un contenitore, diventa veicolo di storytelling, emozione e riconoscibilità.
Ma in questo scenario di eccellenza si apre una nuova sfida: coniugare estetica e sostenibilità, artigianalità e conformità normativa. Il Regolamento europeo sugli imballaggi e i rifiuti da imballaggio (PPWR) impone infatti che, entro il 2030, tutti gli imballaggi immessi sul mercato europeo siano riutilizzabili o riciclabili. Per il lusso, che tradizionalmente si fonda su materiali pregiati e strutture complesse, si tratta di un cambio di paradigma profondo.
È in questo contesto che l’Istituto Italiano Imballaggio, attraverso la propria Commissione Luxury Packaging, che conta oltre 40 aziende dell’intera filiera, ha sviluppato le Linee guida per la gestione ambientale nella filiera del packaging di lusso. Un documento strategico che ha l’obiettivo di accompagnare le imprese verso la transizione sostenibile, traducendo la complessità normativa in strumenti concreti e di facile applicazione.
Le Linee guida nascono con tre finalità principali:
Uno degli elementi distintivi del documento è la presenza di case study esemplificative, pensate per “mettere a terra” in modo concreto le indicazioni tecniche e progettuali. Attraverso esempi di riprogettazione di packaging in materiali come carta, vetro o alluminio, vengono mostrati i vantaggi ambientali misurabili — in termini di riduzione della CO₂, ottimizzazione dei processi e incremento della riciclabilità — che si possono ottenere applicando i principi contenuti nelle Linee guida.
Il progetto si basa sul concetto “Quando il contenitore genera valore”, un approccio che invita le imprese a considerare la sostenibilità non come un vincolo ma come un’estensione del valore stesso del brand. Il lusso, infatti, può diventare un laboratorio di innovazione per l’intera industria dell’imballaggio: il settore cosmetico lo sta già dimostrando con i sistemi refill e con l’impiego crescente di materiali riciclati di alta qualità.
Le previsioni di mercato confermano che questa direzione è vincente: a livello globale, il luxury packaging crescerà tra il +3,8% e il +5,2% annuo fino al 2032, trainato proprio dalla capacità di unire design, tecnologia e responsabilità ambientale.
Con questa iniziativa, l’Istituto Italiano Imballaggio rafforza il proprio ruolo di ponte tra industria e istituzioni, promuovendo un modello di collaborazione che coinvolge brand, fornitori e operatori del fine vita. La sostenibilità non è più un elemento accessorio, ma il nuovo standard competitivo del made in Italy di alta gamma.
Nel lusso di domani, il packaging continuerà a essere il primo biglietto da visita del prodotto — ma anche la testimonianza tangibile dell’impegno verso un futuro più consapevole.
Articolo a cura di
Alessandra Alessi
Communication Manager, Istituto Italiano Imballaggio
Fonte: Selfridges
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