Brasile: il futuro del packaging tra tradizione e innovazione

Articolo di Filippo Bellini – Giornalista

È indubbio che il Brasile, una confederazione di Stati ed erroneamente ancora percepito come una entità sola e omogenea, si stia finalmente destando dal suo torpore che per troppo tempo lo ha relegato a un mercato ripiegato su se stesso che, per quanto florido, non gli ha permesso di farsi (ancora) conoscere a livello internazionale (Cina esclusa ça va sans dire).

Nel rispetto degli standard per le pratiche ESG (Ambientale, Sociale e Governance) si svela così un processo di sviluppo che è diretta emanazione di un progetto politico di lungo respiro che esprime non solo azioni dal punto di vista sociale, ma anche strategie molto pratiche come la recentissima riforma dell’IVA che s’indirizza verso l’allineamento globale, favorendo così le attività industriali.

 

Questo insieme di provvedimenti supportano settori strategici come energia, ambiente e innovazione tecnologica nell’ottica di una sempre maggiore sostenibilità. Queste tre aree ben descrivono l’intera filiera di produzione in diversi settori tra cui il packaging.

 

L’eco-compatibilità del packaging è richiesta sempre più pressante non solo per le normative ambientali sempre più stringenti, ma per una via via maggiore consapevolezza del consumatore finale. Via libera allora a packaging leggeri, biodegradabili e riciclabili, in particolare per il settore alimentare.

 

I materiali d’elezione diventano senza dubbio le bioplastiche, la carta e il cartone. Quest’ultimo vede il suo più intenso utilizzo come “cartone ondulato” per l’imballaggio di spedizione che, per la grandissima e crescente importanza dell’e-commerce, ha il compito di essere robusto e proteggere il contenuto dell’acquisto per il quale il consumatore non tollera la minima imperfezione o difetto neppure nel packaging secondario che deve essere intatto.

E anche il packaging secondario si concentra su materiali riciclati e riutilizzabili, con particolare enfasi su processi a circuito chiuso e tecnologie performanti. Il suo aspetto grafico tende a suggerire un tocco con “bossa” (vale a dire che rievoca le atmosfere brasiliane), unendo però aspetti contemporanei per colori e grafiche, favorendo un impatto visivo chiaro e riconoscibile (foto 1 e 2).

Foto 1 – Cachaca Alzira by Collettivo Design

Foto 2 – Maria Antonieta geleias by MELT Design

Trend in grande crescita anche l’uso di grafiche stagionali e temi culturali per favorire il coinvolgimento emotivo del consumatore (foto 3 e 4).

Foto 3 – Doritos Festival Feira Preta 2024 by AM Leon

Foto 4 – òba grocery bag by MELT Design

Stesso trend per il pack primario che vuole design minimalisti con etichette semplici e materiali trasparenti che favoriscono la fiducia dei consumatori e mettono in evidenza la qualità del prodotto, in particolar modo per il mercato premium (foto 5 e 6).

Foto 5 – Felisa Majestic Rose edp

Foto 6 – L’Occitane Flor de Cerejeira by Tata

Ruolo primario per i materiali flessibili, come pouch stand-up e sacchetti con beccucci, preferiti nei comparti cosmetico e alimentare più di massa, che incontrano anche un’esigenza di convenienza dei consumatori brasiliani (foto 7 e 8).

Foto 7 – Atilatte Sticks by MELT Design

Foto 8 – Dengo by Casa Rex

Nel settore farmaceutico, invece, alluminio e vetro diventano protagonisti. Trend seguito anche dalla cosmetica che trova nelle leghe metalliche che mantengono un “tocco” freddo al tatto e nel peso, elementi imprescindibili per il proprio posizionamento nella fascia “prestige”.

Ruolo primario anche per lo smart packaging sia attraverso l’integrazione di tecnologie anticontraffazione e tracciabilità come chip RFID, sempre più performanti e precisi, tag NFC, e tracciabilità blockchain. Inoltre, l’impiego di QR code per promuovere l’interazione con i consumatori anche attraverso la AR (Realtà Aumentata), ma anche per monitorare la freschezza dei prodotti deperibili.

Sempre restando sui materiali, esempio d’eccellenza è la creazione e sviluppo della PEGreen, una plastica al 100% di origine vegetale che nasce dalla canna da zucchero brasiliana e che è una realtà già esportata in tutto il Mondo. Produzione autoctona che dà vita a questa plastica che, essendo un prodotto vergine e a differenza della PCR, non presenta micro difetti sul prodotto finito. Inoltre, rispetto al materiale ricavato dalle isole di plastica nei mari e oceani, ne è conosciuta l’origine fin dalla sua coltura nei terreni. È così garantita la compatibilità assoluta con il prodotto che andrà a contenere, sia esso alimentare che cosmetico (foto 9).

Foto 9 – EOS

Il 2025 si descrive quindi come l’anno in cui la massima attenzione sarà rivolta alla sostenibilità come priorità significativa, quindi lo sviluppo di materiali biodegradabili e attenti anche alla riduzione del carbon foot print. Quindi all’innovazione tecnologica grazie allo smart packaging e al consolidamento del MAP (Modified Atmoshere Packaging). Infine la personalizzazione del design per attrarre una platea sempre più vasta di consumatori.

Scritto da: Filippo Bellini – Giornalista

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