Il profumo, da sempre considerato strumento di marketing, è ad oggi uno dei pochi settori a non aver subito la crisi economica, si è invece allargato a vista d’occhio. L’ultimo periodo ha visto la nascita di tantissimi brand di nicchia, l’emergere di Nasi e non in ultimo, l’uso delle fragranze come metodo per attirare e fidelizzare il cliente.

Sempre più attività hanno fatto del Marketing Olfattivo una scelta ben ponderata, chi creando linee di profumi associate al brand, chi associando una serie di note al pellame, alle creme, all’identità e alla mission del brand stesso.

Basti pensare alla fragranza iconica della maggior parte delle creme di Lancòme o alla fragranza Tranquillity di Comfort Zone, all’indimenticabile profumo che contraddistingue tutti i prodotti del marchio Nashi Argan o al profumo goloso di vaniglia dei rossetti Mac. Senza tralasciare i profumi realizzati ad hoc per le star holliwoodiane o di tutte quelle aziende che hanno deciso di profumare i loro ambienti con particolari note, atte a memorizzare nel cervello del cliente l’associazione profumo-azienda e favorire l’esperienza gradevole all’interno dei loro spazi.

Si può affermare quindi, che il Marketing Olfattivo non è certamente una novità, del restole prime fragranze nacquero non solo per profumare se stessi e per camuffare i cattivi odori ma anche per profumare tessuti, come quelli dei guanti delle nobildonne, e le sue origini si perdono nei meandri del tempo.

L’olfatto è il più potente dei nostri sensi, ci permette di registrare informazioni nel cervello che generano connessioni fra persone, abitudini, luoghi, fatti. E’ più che comprensibile quindi che il mercato delle fragranze non abbia subito danni e che sia invece cresciuto a dismisura.

In particolare la profumeria artistica ha visto nascere tantissimi nuovi marchi, il riemergere di brand antichi, ha fatto spostare l’attenzione degli appassionati dai profumi commerciali a quelli di nicchia.

La profumeria artistica ha spesso costi elevati, dovuti alla ricerca, all’utilizzo di materiali sempre più particolari, senza dimenticare i costi di realizzazione che sono sempre più alti per un piccolo brand che non realizza in serie e preferisce una distribuzione selettiva.

Ciò nonostante è ampiamente dimostrato che il cliente si rivolge a due tipi di profumoquello iconicoconosciuto, delle grandi maison, o quello di nicchia, particolare, che trasmetta unicità. Questo perché se nel profumo iconico si ritrova la sicurezza di un prodotto che può facilmente piacere, anche solo per il suo nome, nel profumo di nicchia, invece, si troveranno certamente fattori non trascurabili, fonte di unicità e attenzione al dettaglio come la cura del packaging, la storia particolare dietro ogni fragranza, una linea di pensiero univoca che traspare in ogni prodotto commercializzato.

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Perché il profumo crea e celebra l’identità, perché non ci si può permettere un abito Chanel, ma due gocce di N°5 ci fanno subito sentire Marilyn Monroe, perché ogni goccia si fonde sulla pelle creando un effetto unico, diverso da persona a persona, perché il magico potere della scia non ha eguali.