Elisabetta Bonuccelli, per gli amici Unoko, nasce a Torino, anche se si considera marchigiana d’adozione. Vive a Milano dal 2004.

Al momento del suo esordio terreno, i Beatles erano primi in classifica con “Revolver”, David Jones aveva pubblicato da poco il suo primo singolo come David Bowie e Little Tony cantava “Riderà”.

Non è stata folgorata sulla via dell’origami da bambina. L’origami è arrivato nella sua vita inaspettato, per un fortunata concatenazione di eventi nella quale sono confluiti forzosi cambiamenti professionali, gli studi da designer, tanti viaggi in Giappone e… un documentario su Nick Cave.

Ha studiato con Luisa Canovi che, da brava sensei, l’ha guidata nei primi passi tra monti, valli, pieghe rovesciate e orecchie di coniglio, fino alla decisione di dedicarsi all’arte dell’origami da professionista.

Dal 2014 ha aperto @unokostudio, spazio creativo dedicato ai suoi progetti di carta per eventi, installazioni ed allestimenti, scatti fotografici, packaging, comunicazione.

 

 

Progettare origami dovendo soddisfare delle precise richieste del committente è estremamente stimolante. C’è la parte creativa, ma anche quella tecnica. Cercare soluzioni, risolvere problemi. Trovare il giusto bilanciamento tra astrazione e pragmatismo.
Nella ricerca personale, invece, l’origami diventa pienamente mezzo espressivo. Scrivere non sulla carta ma CON la carta, raccontando di sè senza utilizzare la parola ma il susseguirsi delle pieghe, il loro affascinante combinarsi secondo schemi matematici.

La sua partecipazione a questa edizione di Packaging Première nasce da una riflessione sullo stretto legame tra origami e packaging, non vi resta quindi che venire a trovarci al MiCo-Milano Congressi dal 15 al 17 maggio per approfondire l’argomento.